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La Fondazione Giorgio Gaber nasce nel 2006, proseguendo nell'attivita' svolta dall'omonima Associazione Culturale costituitasi all'indomani della scomparsa dell'artista. Gli obiettivi principali della Fondazione sono la divulgazione e la valorizzazione della figura e dell'opera dell'artista rivolta in particolare alle fasce di pubblico piu' giovane.

L'Uomo Muore

 

Testo L'Uomo Muore - 1976/1977

 

Ecco, i riflettori si accendono, gli animatori prendono posto, tutto è pronto, l’azione sta per cominciare, uno spettacolo senza precedenti, un lavoro colossale, una rappresentazione drammatica e sconvolgente.
 
Gente silenziosa si prepara per un rito
senza precedenti nella storia
 
Non si sa nemmeno se abbia un nome
il condannato
un’immolazione senza gloria
 
Non è una finzione scenica, lo bruciano davvero. Iperrealismo, nemmeno Iacopetti 
Alto come il cielo un grande fuoco 
sta per cominciare il sacrificio
 
Negli autobus del centro l’uomo muore
nei campi seminati l’uomo muore
ha ancora braccia gambe e un corpo sano
nei cinema affollati l’uomo muore
eppur c’ha gli occhi aperti e un volto umano
 
Brucia brucia si agita e si contorce
brucia brucia ma non c’è più pietà per lui
 
Da solo in una stanza l’uomo muore
nei gesti più generosi l’uomo muore
tra un wiskey un libro d’arte una risata
nei giorni di riposo l’uomo muore
con tutta la sua famiglia abbarbicata
 
Brucia brucia si agita e si contorce
brucia brucia ma non c’è più pietà per lui
 
Bruciano i suoi sentimenti
le gioie gli slanci gli amori gli affetti più teneri
bruciano senza rimpianti i suoi gesti il pensiero
gli errori i contrasti la sua dignità
 
Un grande fuoco nell’aria
alla memoria
nooo non c’è alcuna pietà
è la fine di questa società
 
Ecco, basta, piano, così, adagio, dissolvenza, perfetto, ssss pianissimo atmosfera, ecco così perfetto. Via le masse adesso, adesso via le masse. Mandate via le masse piano, adesso benissimo. Via le masse ho detto, vogliono fare tutti i protagonisti, via via via. Il vecchio è pronto? Ecco avanti il vecchio, fatemelo vedere, bello così, figura intera, di più di più, ecco perfetto.
 
Vaga tra la polvere del rogo un vecchio saggio
vive del ricordo di quei gesti
vuole ricomporre il vecchio uomo
e con coraggio cerca tra la cenere i suoi resti
raccogliendo i pezzi in mezzo al fumo
ha rimesso insieme quasi un uomo
 
Che fa? Cerca i pezzi, li rimette insieme, li incolla. E’ pazzo, un restauratore eh, ma dove siamo? Ueh, euh ma che ci fai con quei pezzi lì ? L’uomo?
E nooo, basta con i rimpianti, chi l’ha detto che la morte non è allegra? Chi l’ha detto che bisogna ricostruirlo? E poi con quei pezzi lì, viene come prima no? Chi lo rivuole?  Il pubblico? Siete matti, c’avete una strana idea della gente, certo, quando si parla a tutti si hanno delle responsabilità, umane e sociali. Bello, allora si fanno le indagini di mercato, si trovano gli ingredienti,  un po' di ottimismo, e dai con i contenuti umani, e l’uomo l’uomo l’uomo, ma quale uomo? 
Non raccontiamoci palle contenuti umani, non ci crede più neanche il papa. Certo, quando  si parla alle masse bisogna usare un linguaggio scadente, adatto a tutti, c’avete una strana idea delle masse, non piace più a nessuno il vostro uomo, e a voi che vi fa comodo, siete voi che lo rivolete, credete alla ricomposizione, bella roba, che vorrebbe dire, riprendere tutti i pezzettini di prima, rimetterli insieme, e alla fine, vien fuori......mio zio. 
Ecco a chi assomigliate, assomigliate allo zio, vi ho visti in televisione, no lui è più simpatico  ma anche lui parla sempre di contenuti umani, contenuti umani. Non ci crede più nessuno, non ci crede più nessuno...o ci crediamo tutti?
Paurosi resistenti, attaccati ai nostri pezzetti bruciati, vecchi ammuffiti putrefatti. Chi l’ha detto che la morte non è allegra?
 
In cerca di un orgasmo l’uomo muore
nei grandi condomini l’uomo muore
davanti a una cucina apparecchiata
parlando coi suoi figli l’uomo muore
fa ancora una resistenza disperata

Brucia brucia senza nessun rimorso
brucia brucia tanto oramai non serve più
 
Nel pianto dei poeti l’uomo muore
nei cruscotti lucidati l’uomo muore
nel linoleum degli uffici riscaldati
tra un sorriso e un cappuccino l’uomo muore
nelle sfide tra gli scapoli e ammogliati
 
Brucia brucia senza nessun rimorso
brucia brucia tanto oramai non serve più
 
Brucia la sua resistenza i suoi amori morbosi
gli sforzi le angosce più inutili
brucia i congressi la scienza la grande nevrosi
la falsa coscienza lavata col dash
 
Un grande fuoco nell’aria
muore la storia
nooooo non avere pietà
è la fine di questa civiltà
 
Ecco, ottimo, è così che dicevo io, piano, macchine indietro, così. Chi l’ha detto che la morte non è commerciale? Indietro piano, così, ecco dissolvenza, fondou fondou. Fine del primo tempo

 

Dall'album Libertà Obbligatoria - tracce:

 

Libertà Obbligatoria 1976/1977 


 

PRIMO TEMPO

  1. Introduzione (prosa)
  2. I Reduci
  3. L'Inserimento (prosa)
  4. Flash
  5. Le Carte
  6. Il Delirio
  7. La Cacca Dei Contadini (prosa)
  8. Il Comportamento
  9. Il Dono (prosa)
  10. Lona (canzone-prosa)
  11. Il Sogno di Gesù (prosa)
  12. L'Uomo Muore

 

SECONDO TEMPO

  1. La Solitudine
  2. La Coscienza (prosa)
  3. La Smorfia
  4. I Partiti (prosa)
  5. Le Elezioni
  6. Il Tennis (prosa)
  7. Quando Lo Vedi Anche
  8. L'America (prosa)
  9. Si Può
  10. Il Sogno Di Marx (prosa)
  11. Il Cancro
  12. Finale (prosa) - bis
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