logotype
image1 image1 image1

La Fondazione Giorgio Gaber nasce nel 2006, proseguendo nell'attivita' svolta dall'omonima Associazione Culturale costituitasi all'indomani della scomparsa dell'artista. Gli obiettivi principali della Fondazione sono la divulgazione e la valorizzazione della figura e dell'opera dell'artista rivolta in particolare alle fasce di pubblico piu' giovane.

 

Testo Il Sogno di Gesù (prosa) - 1976/1977

 

- Quando si è un po' filosofi, non si sogna mai, a caso. Ero, una specie di Diogene, con una lampada in mano, in un posto che poteva essere Roma, cercavo l’uomo in questo sgretolamento. Sento cantare da lontano, sarà Claudio Villa,  non era Claudio Villa, si avvicina, più moderno, era Gesù. Cristo. Bello luminoso, stupendo  capelli un po' lunghi, si, un filino di neon intorno che fa, bsssss. L’avrei baciato. No gli porta male. Maestro, maestro, qui è un disastro, manca lo spirito, guardi, guardi lei che se ne intende.
- Figliolo, non avete capito niente
- Credevo fosse più gentile
- Non è una questione di spirito, il segreto sta nel corpo
- Com’è semplice eh, lapidario, sempre stato. Si capisce tutto, altro che Hegel. Si maestro, d’accordo, via lo spirito, toh Hegel, ma anche come corpo qui, catastrofe. L’ha letto l’io diviso? Catastrofe
- E io, cosa crede che abbia trovato ai mie tempi? La decadenza, lo sfasciamento, me ne intendo di sfaceli io
- Spiritoso Gesù, sempre col dito alzato, ho capito da chi ha preso Montini. Ascolta Gesù, non riesco a farmi capire, forse sei un po'...insomma, sono passati diversi anni, e poi tu non hai mai capito un granché di storia, non te ne fare una croce. Voglio dire che anche noi, si tenderebbe all’interezza sì, solo che le nostre condizioni storico politiche, va bè per te è arabo, voglio dire, la repressione, l’educazione, mi interrompe.
- Ti capisco figliolo, ti capisco, anch’io c’ho avuto un padre autoritario. Mia madre mi lasciava far tutto, e io mi sono sganciato, mi sono occupato dell’uomo, mica astrazioni, e ho fatto tutto un lavoro sul corpo, guarda qui
- La madonna..cioè, cioè Gesù, fatti vedere,  non dal dottore, voglio dire, fatti capire, tu non sei famoso per il corpo, sei famoso insomma, sei un po' evanescente eh
- Ma che evanescente, sono corporeo io, non c’ho niente di divino, non mi hai mai sfiorato l’idea, io vivo, parlo anche poco, non è vero quello che dicono, faccio delle cose semplici come respirare, un’energia naturale dentro di me, mica fuori, quella ce l’ha il mio babbo, dicono.
Non ho mai parlato di anima io, ho sempre fisicizzato tutto, basta guardare come mi muovo, sono l’unico che sa camminare in un prato
- O mamma come si muove bene, bello, bello senz’anima. Come noi  
- E no. Voi siete brutti stupidi ideologici, mentali, voi anche quando parlate di corpo siete distaccati, testacchioni, andate sempre di testa voi, sempre di testa. Andate di corpo
- Si si Gesù, ma anche noi ci siamo mossi, cosa credi, che io non ce l’abbia il problema di fisicizzare?
- Oh oh oh oh, le ho sentite le tue storielle, l’idea l’idea, se potessi mangiare un’idea... e io, cosa credi che abbia voluto dire con la comunione?  L’idea, che ti entra nel corpo. Non avete capito un’ostia, le ho dette duemila anni fa quelle stupidate lì
- Si si Gesù, ma anche tu sei sicuro che, che, un po' di ideologia
- No
- Si quando hai detto a san Pietro di mettere.. si, la pietra. 
- E si, lì ho fatto una cazzata, è per mio padre sai, non c’ha mai avuto una casa, però bella eh, solida, un chiesone che non finisce mai, perché se uno fa le cazzate, perlomeno che le faccia bene. Se penso a voi mi fate pena, ogni sei mesi, una chiesettina, poi crolla, un’altra chiesettina un’altra chiesettina, non vi dura niente la roba 
- Era lì che lo aspettavo, certo, perché crediamo nel movimento, noi
- E allora perché fate le chiesine?
- Già, e come si fa a non farle? Me lo dica maestro, me lo dica lei 
- Figliolo, cerca di sognarti Marx, io c’ho il mio specifico
- E sta per andarsene, un momento maestro, un momento, qui l’uomo muore
- Embè, che c’è di male? Tanto risorge no, la resurrezione del corpo, semplice. Buona pasquaaaa

 

Dall'album Libertà Obbligatoria - tracce:

 

Libertà Obbligatoria 1976/1977 


 

PRIMO TEMPO

  1. Introduzione (prosa)
  2. I Reduci
  3. L'Inserimento (prosa)
  4. Flash
  5. Le Carte
  6. Il Delirio
  7. La Cacca Dei Contadini (prosa)
  8. Il Comportamento
  9. Il Dono (prosa)
  10. Lona (canzone-prosa)
  11. Il Sogno di Gesù (prosa)
  12. L'Uomo Muore

 

SECONDO TEMPO

  1. La Solitudine
  2. La Coscienza (prosa)
  3. La Smorfia
  4. I Partiti (prosa)
  5. Le Elezioni
  6. Il Tennis (prosa)
  7. Quando Lo Vedi Anche
  8. L'America (prosa)
  9. Si Può
  10. Il Sogno Di Marx (prosa)
  11. Il Cancro
  12. Finale (prosa) - bis
Joomla SEF URLs by Artio

CONTATTI:

Fondazione Giorgio Gaber - Piazza Aspromonte, 26 - 20131 Milano (mappa)

Tel: 02 202334

Email: info@giorgiogaber.it

LINKS:

You Tube Facebook

My Space Twitter

SEZIONI:

Harari

Copyright 2015 - Fondazione Giorgio Gaber - Piazza Aspromonte, 26 - 20131 Milano

Sviluppo web - sviluppo sito web

Per offrirti un'esperienza di navigazione ottimizzata questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy. Per avere maggiori informazioni riguardo ai cookie consulta la nostra Cookie Policy.Accetta