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La Fondazione Giorgio Gaber nasce nel 2006, proseguendo nell'attivita' svolta dall'omonima Associazione Culturale costituitasi all'indomani della scomparsa dell'artista. Gli obiettivi principali della Fondazione sono la divulgazione e la valorizzazione della figura e dell'opera dell'artista rivolta in particolare alle fasce di pubblico piu' giovane.

Qualcuno Era Comunista (prosa)

Testo Qualcuno Era Comunista (prosa) - 1991/1992

 

No, non è vero io, non ho niente da rimproverarmi, voglio dire, non mi sembra di aver fatto delle cose gravi. La mia vita? Una vita normale, non ho mai rubato, neanche in casa da piccolo. Non ho ammazzato nessuno figuriamoci, qualche atto impuro ma è normale no? Lavoro ho una famiglia, pago le tasse, non mi sembra di avere delle colpe. Non vado neanche a caccia per dire. 
Eh? Ah voi parlavate di prima… ah, no prima, prima mi sono comportato come tutti. Come mi vestivo? Mi vestivo, mi vestivo… mi vestivo come ora. Bè non proprio come ora, un po’ più… sì, jeans maglione… l’eskimo. Perché? Non va bene? Ma era comodo. Cosa cantavo? Questa poi, volete sapere cosa cantavo, ma sì certo, anche canzoni popolari sì, Ciao bella ciao, devo parlare più forte? Sì Ciao bella ciao l’ho cantata d’accordo, e anche l’Internazionale, però in coro eh.
Sì quello sì lo ammetto, ci sono andato sì. Li ho visti anch’io gli Intillimani. Però non ho pianto. Come? Se in camera ho delle foto? Che discorsi, certo, le foto dei miei genitori, mia moglie, mia f… manifesti? Non mi pare… forse uno, piccolo però piccolino sì, Che Guevara, ma cos’è un processo questo qui? No no no no, io quello no, io il pugno non l’ho mai fatto, il pugno no, mai. Ah insomma, una volta,  ma un pugnettino rapido, proprio. Come? Se ero comunista? Ah, meglio, mi piacciono le domande dirette eh. Volete sapere se ero comunista? No no finalmente, perché adesso non ne parla più nessuno, tutti fanno finta di  niente, e invece è giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte. Oooh, se ero comunista? Mah! In che senso? No voglio dire…
Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà. .. la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto una educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista, perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche, oeh, lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché la storia è dalla nostra parte.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima, era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco, ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino, e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo, che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai, che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l'operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l'aumento di stipendio. 
Qualcuno era comunista perché la borghesia il proletariato la lotta di classe, facile no.
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione, oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente.
Qualcuno era comunista perché, viva Marx viva Lenin viva Mao Tse Tung.
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava sempre  Rai tre.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico, per il vangelo secondo Lenin.
Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c'era il grande partito comunista.
Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande partito comunista.
Qualcuno era comunista perché non c'era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore partito socialista d'Europa.
Qualcuno era comunista perché lo stato peggio che da noi, solo l’Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant'anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l'Italicus, Ustica eccetera eccetera eccetera
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos'altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa.
Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno. Era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era... come più di sé stesso. Era come, due persone in una. Da una parte, la personale fatica quotidiana, e dall'altra il senso di appartenenza a una razza, che voleva spiccare il volo, per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali, senza essere capaci di volare,  come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora, ci si sente come in due. Da una parte l'uomo inserito, che attraversa ossequiosamente lo squallore, della propria sopravvivenza quotidiana, e dall'altra il gabbiano senza più neanche l'intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.

 

Presente negli album:

 

Il Teatro Canzone


 
E Pensare Che C'era Il Pensiero
 
E Pensare Che C'era Il Pensiero 1995/1996

 

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